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Oggi purtroppo il Congo è ancora un paese in ginocchio. 1997:
finisce la trentennale dittatura di Mobutu Sese Seko.
Per il Congo sembra iniziare un’epoca nuova ed invece si scatena
una "Guerra Mondiale Africana". Gli eserciti regolari
di ben sei Paesi combattono sul territorio congolese per il controllo
dei ricchi giacimenti di diamanti, oro e coltan.
I risultati sono catastrofici. Secondo la Croce
Rossa, la guerra ha causato oltre 3 milioni di morti,
tre quarti dei quali nella regione orientale. Il 12% dei bambini
non raggiunge il primo compleanno, tre milioni non ricevono istruzione,
400.000 sono fuggiti dalle loro case e decine di migliaia di bambini
soldato sono stati reclutati a forza nei gruppi armati.
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| Repubblica
Democratica del Congo |
La firma a Pretoria dell'Accordo "globale e inclusivo"
nell'aprile 2003, ha portato all'istituzione di un governo transitorio
di unità nazionale che condurrà il Paese alle elezioni
generali, entro il giugno 2005.
Ma il processo di pace e l'arrivo dei caschi blu ONU del
contingente MONUC
non ha fermato i combattimenti sul campo. I gruppi ribelli tutsi,
appoggiati dagli eserciti di Ruanda e Uganda, e le milizie tribali,
in appoggio alle truppe governative, continuano a combattere.
E la popolazione civile continua a vivere una guerra senza immagini
e senza racconti. Oltre 500 mila profughi. 16 milioni di
persone in costante mancanza di cibo. 2 mila dottori per una popolazione
di 50 milioni di abitanti. 2 milioni e mezzo di persone costrette
a vivere con meno di un dollaro al giorno. Solo il 45% della popolazione
con accesso all’acqua potabile.
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