Storia di un orto di terra rossa…

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Camminare sotto il sole guardando le nuvole muoversi col vento e le piante danzare al suono dell’aria, è un’emozione indescrivibile. Il cielo non è mai completamente limpido, c’è sempre qualche macchia bianca che si sparge all’orizzonte.
Guardi sotto i tuoi piedi, la terra è rossa, rossa di quel fuoco che brucia quando pensi all’Africa.
Intorno a te qualche capanna, qualche bambino che corre fuori per salutarti agitando la mano. In quel momento sei l’unica  nota stonata in quel paesaggio, se
i bianco, con lo zaino, con la bottiglietta d’acqua e le scarpe da trekking. Hai caldo, non puoi fare a meno di restare incantato pensando a come si vive qui, o lì, dipende in che parte di mondo ti senti.
Quando inizi a capire cosa stai per fare, il cuore ti si allarga, non so quanti di voi abbiano mai provato a tirare fuori dalla terra delle arachidi o a raccogliere fagioli, ma quando senti il calore delle piante che bruciano sotto i tuoi occhi, pensi che in fondo nella tua vita non avresti voluto altro che fare questo. O forse l’ho pensato solo io. Mi hanno spiegato in un francese comprensibile quale era il mio compito: una fila intera di montagnette piene di pianticelle che attendevano di essere raccolte; in realtà non mi hanno spiegato come fare, ho iniziato dopo di tutti. Vivo a Milano, l’unica  piante che ho mai curato sono quelle del mio piccolo balcone e, come dire, non hanno bisogno di una grande attenzione..perciò silenziosamente ho osservato come facevano gli altri, temevo di sbagliare, ma poi mi sono detta,  al massimo lascerai giù qualche arachide…e la prossima volta farai meglio.
Quando ho iniziato  il raccolto, concentrata sulla mia fila, cercavo di non distrarmi, il sole scottava forte, ma c’era un vento piacevole che ti faceva dimenticare di essere in mezzo al nulla.
Il campo è lontano da tutto, non ci sono case che l’occhio possa vedere, non ci sono costruzioni, non ci sono fili elettrici che disturbano la vista. Solo campi. Anche di granoturno. Qualche montagna di termiti fa crescere alberi dai quali ottenere un po’ di ombra. Mi sentivo in colpa a bere. C’erano donne sveglie dal mattino che battevano con dei bastoni gli arbusti dei fagioli per cercare di separarli dalle erbe bruciate, erano vestite di cotone, con stoffe coloratissime che sprigionavano un energia contrastante con il verde delle piante e l’azzurro del cielo, il capo coperto, non parlavano fra loro, sembrava fossero nate per fare questo. Non un movimento sbagliato, non un gesto fuori luogo. Mi chiedevo cosa stessero pensando, sarei stata curiosa di parlare con loro, se solo avessi parlato un po’ di swahili sarei riuscita a instaurare un po’ di conversazione. Invece mi sono limitata a guardarle. Nel frattempo avevo finito la mia parte, ho girovagato un po’ nel resto del campo per controllare se qualche occhio distratto avesse dimenticato di raccogliere qualche fagiolo. Ma era tutto in ordine.
Le donne del villaggio erano al lavoro aiutandosi tra loro per cercare di impiegare meno tempo possibile. Noi eravamo stanchi, ma di una stanchezza che ti allarga il cuore. Quando ci hanno chiamato per avvisarci che la jeep ci avrebbe riportato indietro, mi sono voltata, ho scattato una fotografia nella mia mente di quell’incantevole sensazione. Ho trattenuto il respiro, ho lasciato che il vento accarezzasse le mie braccia e ho iniziato a camminare verso una nuova emozione.

 

Beatrice Vinciguerra

Lotteria 2010 - AMKA Milano

Dopo il successo della serata “AMKA one night” del 5 giugno  a Milano, escono i risultati dell’ estrazione .

AMKA Milano ha scelto infatti, di organizzare una lotteria il cui ricavato andrà a sostegno del progetto educazione, per la scuola che AMKA sta costruendo nella Repubblica Democratica del Congo. Tutti coloro che hanno acquistato il biglietto hanno fatto parte di questo ambizioso progetto aiutandoci a dare la possibilità ai bambini del villaggio di Mose, di poter frequentare la scuola e migliorare le metodologie di insegnamento. Un bambino istruito è un uomo in grado di scegliere.

 

I vincitori della lottoria:

 

1° premio: Smartbox Insolito Fuoriporta  biglietto n  0387

 

2° premio: Montain Bike Legnano n 0483

 

3° premio: Smartbox Pausa Avventura n 0224

 

4° premio: Cena per due persone al ristorante eritreo Warsà n 0134

 

5°premio: Smartbox Degustazioni n 0198

 

6° premio: Scatola di vini + set calici + set enologico n 0140

 

7° premio: ciondolo di malachite n 0080

 

8° premio: prodotto tessile Congo n 0060

 

9° premio: ferro da stiro portatile + bilancia elettronica n 0236

 

10° premio: shopper di stoffa + t-shirt AMKA n 0053

 

 

 

SOSTIENI LA CAMPAGNA “COSTRIUIAMO INDIPENDENZA”

 

- bonifico bancario sul c/c IBAN IT04 C0501803200000000103969 su Banca Etica - (ABI 05018 CAB 03200 - conto 103969 Cin: C) intestato a Associazione AMKA onlus, Via Bodio, 34 00191 Roma

 

 

- versamento sul c/c postale 83836023 - intestato a Associazione AMKA onlus, Via Bodio, 34 00191 Roma
 
- donazione online con Paypal collegandoti alla pagina CONTRIBUISCI del sito AMKA

Le donazioni alle onlus sono deducibili da reddito imponibile.


Venerdi 9 luglio- “Che botta a capocotta” stessa spiaggia, stessa musica ma la qualità migliora!

 

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Ancora una volta, come ogni anno, sulla stessa spiaggia torna l’evento dell’estate.

 

 

Quest’anno “Che botta a Capocotta” rinnova il suo stile con le particolari novità dei professionisti del NEW fashion team: cocktails “speciali” di ogni genere, compresi i più svariati “pestati”.

 

 

Aprirà la serata dj Lorenzo Blasina e alle  23.00 dj set Gino Woody Bianchi

 

 

Vi aspettiamo come ogni anno e sempre più numerosi, venerdì 9 luglio solo 10 euro (consumazione inclusa) e drinks special prizes per tutta la notte, 5 euro, a Capocotta Stabilimento “Mediterranea”, Via Litoranea, Km 8 - Ostia.

 

 

L’intero incasso della serata andrà a sostegno della costruzione di una scuola che AMKA ha già iniziato a costruire nel villaggio di Mose, Repubblica Democratica del Congo.

 

 

 Per informazioni elisa.mannarino@assoamka.org o chiamare  06- 64760188

 

 

 

 

 

 

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QUESTA VOLTA NON PUOI MANCARE …

  • Categoria: Blog
  • Data: mercoledì 12 maggio 2010 alle 4:51 pm
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Sono aperte le iscrizioni al corso intensivo di lingua swahili

anche quest’anno AMKA onlus organizza il corso intensivo di lingua swahili con la partecipazione dell’insegnante Kahindo Katirisa, presidentessa della società civile congolese in Italia.

 

 

Se hai voglia di scoprire una lingua lontana o stai preparando il tuo viaggio ed hai bisogno di conoscere  lo swahili  AMKA,  ti permette di acquisire le basi e le capacità di conversazione con il corso intensivo.

 

 

 Il corso avrà inizio il 26 Maggio con due lezioni settimanali, il mercoledì e venerdì dalle 17:30 alle 19.30,   si svolgerà presso la sede di AMKA onlus in via Flaminia Nuova 246.

 

Il costo complessivo del corso è di 200 euro comprensivo di quota sociale.

 

 

Per iscrizioni ed informazioni:

daniela.mattera@assoamka.org 

tel. 06/64760188 - mob. 393 6181607

  

Lo Swahili o kiswahili (pronuncia: suahili, chisuahili) è una lingua bantu e fa parte della famiglia delle lingue niger-kordofaniane, ampiamente diffuse nell’Africa orientale. Lo swahili è parlato in gran parte nell’Africa subsahariana; in Tanzania, Kenya, Uganda, Rwanda, Burundi, Congo(RDC), parte della Somalia, parte del Mozambico, parte del Malawi, parte dello Zambia, parte del Madacascar e in alcune isole dell’ oceano indiano (Zanzibar) .E’ la prima lingua di circa 5 milioni di persone e la seconda di più di 50 milioni. Il nome “swahili” deriva dalla parola araba sawahil سواحل che significa “costa”; con il prefisso “ki” (che sta per “lingua”) significa “lingua delle coste”. 

 

Intervista a Valentina: dal progetto alla realtà della scuola di Mose!

vista-modello-1Valentina è una giovane ragazza romana che nel 2009 si è  laureata alla Sapienza di Roma con una tesi in progettazione architettonica dal titolo “Edilizia scolastica per le zone rurali della Repubblica Democratica del Congo”. Il progetto prevedeva una parte di ricerca sul campo ed è in questo modo che è iniziata la collaborazione fra Valentina ed Amka Onlus. Durante il viaggio in Congo ha visitato i villaggi in cui Amka opera raccogliendo materiale fotografico e tecnico: una volta rientrata in Italia ha preparato il progetto e il risultato è stata una tesi da 110 e lode! Noi di Amka ci siamo innamorati del progetto perché con soluzioni semplici, sostenibili, locali ma allo stesso tempo innovative rispondeva all’esigenza di creare una scuola che uscisse dai rigidi schemi tradizionali per andare incontro alle esigenze del bambino, attore principale del processo educativo.

 

 

1. Quanto è stato importante il tuo primo viaggio in Congo per disegnare il progetto della scuola?

Il primo viaggio ha segnato il punto di partenza per quella che sarebbe stata la mia ricerca,non puoi procedere senza aver iniziato.
Il legame che si crea tra una costruzione ed il sito che la accoglierà, oltre ad essere fisico, è prima di tutto culturale, essendo profondamente radicata al luogo che la ospita deve appartenere a chi la vive;per questo la  sintesi progettuale in quanto frutto di un processo analitico, prima, e creativo, poi, non può e non deve mai prescindere dal contatto con le abitudini i modi ed i materiali.

 

2. Che significa per te fare sviluppo con l’architettura?

Ogni uomo vive immerso  nello spazio, imparare ad abitarlo è fare sviluppo attraverso l’architettura.

 

3. Cosa c’è di particolare e innovativo nel tuo progetto Valentina?

La vera innovazione è legata al modo di vivere la scuola e gli spazi che la compongono.
Il metodo della  pedagogia attiva, che mette al centro del processo educativo il bambino allontanandolo da schemi prefissati e rendendolo partecipe, ha guidato la connotazione degli ambienti ed il modo di fruirli.
Il progetto si basa sull’idea di generare uno schema aperto;, il limite, inteso come costrizione si indebolisce,declinando verso una maggiore permeabilità degli spazi ed una accentuata mobilità distributiva.

 
4. Come sei riuscita a coniugare idee occidentali a tradizione e materiali locali?

La sintesi è nel progetto stesso.
La concezione di scuola-occidentale che vede il bambino protagonista si concretizza in un complesso che ripropone l’articolazione del villaggio; l’aula tradizionale si combina ad uno spazio libero,generando una costruzione che trae vigore dalle sue parti discrete.
L’impiego di tecniche e materiali locali oltre a semplificare l’esecuzione facilita la sua integrazione con il contesto.

 
5. Quanto la struttura architettonica di una scuola può influire nella qualità didattica? In fondo non bastano 4 mura e un tetto?
A noi bastano?

Il bisogno di appartenere allo spazio in cui viviamo si concretizza nella costante attenzione che rivolgiamo alla nostra casa,alla nostra stanza o più semplicemente alla nostra scrivania.
L’articolazione di una scuola contribuisce alla qualità della formazione proprio come la casa concorre a quella dell’abitare.
In una realtà come quella africana, dove l’istruzione non è cosa scontata, creare un ambiente a misura di bambino, “vicino”, favorisce implicitamente l’avvicinamento ad un sistema che di frequente viene percepito come estraneo perché frutto di una cultura profondamente diversa.

 

 

6. Come ti sta accogliendo la popolazione locale e come stanno andando i primi lavori?
La popolazione, da subito coinvolta nei lavori di preparazione del sito, sta mostrando entusiasmo e partecipazione.
Siamo ancora nella fase preliminare che riguarda la sistemazione del terreno scelto e l’agibilità dei sentieri che portano al villaggio,speriamo di poter  impiantare il cantiere il più rapidamente possibile per poter  passare  alla fase di costruzione vera e propria

Mattone dopo mattone, parte il via alla scuola della campagna”GIFT TO BUILD”di PRIVALIA e AMKA

Mattone dopo mattone si può costruire un sogno ambizioso! 

Costruire una scuola in Congo con dei click? Era questa la sfida lanciata da AMKA e PRIVALIA con la campagna GIFT to BUILD,  grazie ai clienti sensibili tutto questo sta diventando concreto. Con l’acquisto di chiodi, mattoni, calce e cemento PRIVALIA ha sostenuto in modo incisivo al progetto che AMKA ha avviato nella Repubblica Democratica del Congo. 

 
Una parte della scuola del villaggio di Mose è ora una realtà grazie a tutti coloro che hanno contribuito!

La scuola di Mose sarà una scuola  innovativa: innovativa la struttura, innovative le metodologie didattiche, innovativi i programmi e le relazioni tra maestro-bambino.

 
Ma innovativa è soprattutto la gestione dei lavori che avverrà in collaborazione con AMKA Katanga e con la popolazione locale. Attualmente dopo aver scelto il terreno e concordato con il villaggio la gestione della futura struttura, l’Architetto si sta occupando dei rilievi e della preparazione dei lavori.
La popolazione ha accolto con enorme entusiasmo la costruzione della scuola e si è impegnata in prima persona per la produzione di alcuni materiali e per la pulizia del terreno.

 
Passo dopo passo, click dopo click stiamo costruendo indipendenza e un sogno ambizioso per il futuro!


Un grazie enorme a PRIVALIA e a tutti coloro che hanno partecipato alla campagna Gift to build da AMKA onlus e da tutti bambini del villaggio di Mose.

 

 

Se vuoi continuare a sostenere la costruzione della scuola vedi in che modo in CONTRIBUISCI oppure invia il tuo indirizzo mail o i tuoi recapiti per avere aggiornamenti continui sulla scuola di Mose.

Come una comunità in un villaggio congolese gestisce un pozzo!

  • Categoria: Blog
  • Data: mercoledì 31 marzo 2010 alle 1:10 pm
  • Commenti: 1 Commento »

 

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A novembre 2009 AMKA ha forato un nuovo pozzo nel villaggio di Shinga (con il sostegno del rotary international). Come sempre AMKA si sta impegnando affinché il pozzo diventi a tutti gli effetti un bene della comunità e la popolazione sia in grado di mantenerlo e gestirlo. Hilaire, operatore di AMKA Katanga ci scrive per raccontarci la costituzione del comitato gestione e l’organizzazione che la comunità si è data per un corretto uso dell’acqua potabile e del pozzo:

 

Cette semaine nous étions de nouveau à shinga où nous avions réuni John et moi, les membres du comité de gestion dans une réunion dont l’ordre du jour était de donner le rôle que doit jouer chaque membre dans ce travail. Nous voulons que ce puits soit géré d’une manière plus durable, alors pour y arriver il faut  que chacun de vous sache son rôle afin qu’il ait la discipline et l’ordre. Ce pourquoi nous disons que le président c’est la tête qui doit guider tous les autres membres, il doit avoir un versant d’écoute et parler peu, nous savons qu’il sera injurié car il doit guider même les foutrons. D’où il doit donner beaucoup de conseils. Il ne doit pas se fâcher pour éviter le pire. Le puits reste un bien de toute la population, il veillera à la propreté à l’endroit du puits pour éviter les saletés ainsi que les maladies .personne n’a le pouvoir d’aller y faire la lessive ou le nettoyage des ustensiles de cuisine. Il apportera plus de conseils à la population bénéficiaire.  Il ne devra pas permettre l’accès de petits enfants de moins de dix ans à cette infrastructure. Aussi, il veillera à la qualité de l’eau et à l’état de la pompe. Le président et son comité mettront en place un règlement que toute la population devra respecter. Ce comité sera le modèle que toute la population devra imiter. La façon de s’adresser à la population aura de l’impact sur la gestion de ce patrimoine (ne soyez pas dictateur vis-à-vis de la population).
Le chef est le 1er conseil dans ce comité donc vous devez vous faire accepter et non vous imposer. Vous êtes les défenseurs de ce puits et personne ne peut se mettre à l’utiliser abusivement cfr les passagers sur la route, toutefois ne vendez pas l’eau aux passagers, donner la gratuitement la propreté est de rigueur autour du puits et les conseillers doivent apporter beaucoup de conseils à travers leurs enfants et se conformer aux règlements.
Le secrétaire devra écrire tous les ménages de shinga pour savoir combien de familles en sont les bénéficiaires et savoir combien donneront la contribution mensuelle afin de se prendre en charge en cas d’une panne éventuelle. Ensuite, la population a suggéré un montant de deux cents francs congolais comme une somme de la contribution   ménagère par mois. Ce dernier est la personne la mieux placée pour écrire un rapport en cas de rencontres de membres dans le cadre du puits.

 

Hilaire Kalenga

E’ Pasqua anche in Congo!

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Quest’anno scegli per Pasqua le “Uova Equo e Solidali” e ci aiuterai a raggiungere un obiettivo ambizioso: raccogliere 4.000 euro che sosterranno la costruzione della scuola nel villaggio congolese di Mose!! Serve tutto il vostro aiuto e potete farlo in molti modi:

- scegliete le nostre “Uova solidali”
- diffondete la proposta ai vostri contatti tramite FaceBook o in ogni altro modo possibile

- coinvolgete i vostri colleghi d’ufficio e amici e organizzate un banchetto di raccolta fondi (parrocchie, feste.etc..) ovviamente con il nostro supporto

 

ogni iniziativa può essere un buon motivo per aiutare i nostri amici congolese e permettere a tanti bambini di avere un futuro diverso!!

 

Le uova, del commercio Equo e Solidale, sono disponibili in due versioni:
 
- UOVO DI CIOCCOLATO FONDENTE g. 200
- UOVO DI CIOCCOLATO AL LATTE g. 200
Il cacao e il burro di cacao della cioccolata delle nostre uova provengono dalla Repubblica Dominicana, dai gruppi dei piccoli coltivatori di Coconado e lo zucchero è un prodotto paraguayano. Le sorprese assortite sono oggetti di alto valore equo e solidale realizzate da donne artigiane e da piccoli produttori.

 

> Contributo richiesto per ogni uovo di 12 Euro:

6 Euro nel circuito del Commercio Equo e Solidale per il costo dell’uovo di cioccolata e della sorpresa
1 Euro per il costo del biglietto e i costi amministrativi
5 Euro per il sostegno alla costruzione della scuola nel villaggio di Mose in Rep.Dem. del Congo

 

E’ Pasqua anche in Congo, sostieni AMKA! Se vuoi prenotare le “Uova Solidali” o vuoi organizzare un banchetto per la vendita scrivi a francesca.cofini@assoamka.org o chiama lo 06/64760188! Oppure lascia un commento su questo post con i tuoi riferimenti telefonici e ti chiameremo noi!

Un incontro in sede AMKA con Caterina Amicucci della “Campagna per la riforma della Banca Mondiale”

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Lunedì scorso, 1 marzo, presso la sede AMKA è intervenuta Caterina Amicucci, per raccontarci in breve come funziona la Banca mondiale e la Banca europea degli investimenti, quali sono le problematiche insite nei finanziamenti dei progetti nei paesi in via di sviluppo e del loro impatto ambientale. L’associazione di cui fa parte Caterina Amicucci (CRBM, Campagna per la Riforma della Banca Mondiale) è specializzata sul controllo dei finanziamenti della Banca europea degli Investimenti (BEI), che utilizza denaro pubblico dell’Unione. In questo senso è più che legittimata l’azione di tutte le ONG che intervengo in questa direzione. La BEI è diventata il maggiore erogatore di prestiti pubblici nel mondo, il volume dei prestiti si aggira sui 45 miliardi di euro e finanzia opere infrastrutturali soprattutto in Europa ma la sua attività extra europea è via via crescente. Nonostante sia sottoposta alla legislazione europea e ai suoi trattati è dotata di una forte autonomia che la rende poco controllabile. Il suo ruolo dovrebbe essere quello di sostenere gli obiettivi di salvaguardia ambientale propri dell’Unione, invece si cura prevalentemente degli interessi dei suoi clienti, arrivando ad approvare progetti chiaramente non eco sostenibili quali i finanziamenti a centrali a carbone, oleodotti… La Valutazione d’Impatto Ambientale, che dovrebbe essere uno degli elementi fondamentali per l’avvio di interventi che hanno un impatto sull’ecosistema, non è un elemento vincolante sicché è possibile procedere con la conclusione dell’iter di approvazione senza che questa abbia dato esito positivo. I progetti finanziati in paesi extraeuropei hanno un rischio di generare seri danni socio ambientali molto più alto di quelli europei, questo perché solamente i prestiti avviati all’interno dell’UE sono sottoposti alla legislazione ambientale europea. Campagna per la Riforma della Banca Mondiale rafforza il suo intervento di controllo sulla BEI grazie ad una coalizione di organizzazioni non governative ambientaliste e di sviluppo, Counter Balance: in concreto cerca di ostacolare il finanziamento di progetti dagli esiti ambientali e sociali devastanti. La BEI dovrebbe dotarsi di procedure completamente trasparenti e dotarsi di meccanismi idonei per la corretta valutazione preliminare degli interventi. L’altra grande istituzione di prestiti internazionali è la Banca Mondiale. Nasce insieme al Fondo Monetario Internazionale nel 1944 con gli accordi di Bretton Woods, con l’obiettivo di fissare il nuovo ordine mondiale. La Banca mondiale è la istituto di credito multilaterale di sviluppo più grande con un budget di 30 miliardi di dollari l’anno: vi partecipano 184 Paesi tramite propri ministri delle economie\finanze che formano il Consiglio dei Governatori, invece il Consiglio dei 25 Direttori Esecutivi ha il compito di approvare i prestiti. L’aspetto controverso è quello riguardante la distribuzione dei seggi che rispecchia ancora gli equilibri generatisi dopo la seconda guerra mondiale, ovvero con una sotto-rappresentazione degli Stati più poveri. I cinque Paesi donatori più altri tre sono rappresentati da un Direttore Esecutivo permanente mentre gli altri sono rappresentati attraverso dei gruppi, capeggiati spesso da un governo industrializzato, ognuno dei quali ha diritto a un seggio. Anche il sistema di votazione fa si che siano avvantaggiati gli Stati industrializzati o comunque quelli più grandi. Ogni finanziamento è destinato a creare un ritorno economico per gli investitori (si calcola che per ogni dollaro investito ne ritornino otto), ed è proprio in questo modo che si genera la maggior parte del debito dei paesi in via di sviluppo. Gli organismi di prestito internazionale concedono aiuti economici in cambio di riforme liberiste (come la privatizzazione dei servizi pubblici di base), che possono peggiorare la situazione sociale dei paesi già gravemente compromessi. Si parla di debito illegittimo allorché i debiti siano stati contratti durante un periodo di dittatura e ciò non avviene di rado. Periodicamente i debiti vengono ridotti, per poi riformarsi in seguito all’acquisto di armamenti, spese sconsiderate…Uno dei progetti che possono essere portati avanti è la creazione di dighe idroelettriche: l’impatto di una diga può essere, senza le dovute precauzioni, devastante per l’ecosistema che gira intorno a un fiume ma anche per le popolazioni. La Campagna per la Riforma della Banca Mondiale evidenzia il fatto che la BM, nel concedere prestiti per finanziare queste opere, non segue lo studio che essa stessa ha commissionato per valutare l’opportunità o meno della costruzione di dighe!

Carlo Guglielmo Vitale

Suona per il Congo, partecipa al “Muziki Festival”…

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Viste le numerose adesioni ricevute all’iniziativa “Cercasi Band AMKA”, abbiamo deciso di organizzare un vero e proprio concorso, un festival che vedrà le diverse band sfidarsi a suon di musica sul palco di un famoso locale romano per sostenere la costruzione di una scuola in Congo.

 
Il concorso “Muziki Festival, ritmi emergenti per dar voce al Congo” si svilupperà in 5 appuntamenti  (4 serate di gara e una finale) tra la fine di aprile e la fine di maggio, in palio anche un importante premio di natura musicale.
Ad ogni Band sarà richiesta la partecipazione e l’esibizione in una delle 4 serate programmate, nella quale gareggerà a ritmo di musica con altre band (selezionate sulla base dello stesso genere musicale).

 

Le serate del festival si svolgeranno al locale “Sotto casa di andrea” ( Via dei Reti 25 - Zona San Lorenzo) ore 22.00 nei giorni:

 
28 Aprile - Kamchatka band, Pane, Funk Hat sisters

5 Maggio - Los  Ninos de Rua, Cheese & Peppers, Mr.Lider & Mozzarella
12 Maggio- Talpaconica, Sold Out, Sound in Progress

19 Maggio - Optional Mood, Forgotten Dust, Crazy Rozz

26 Maggio - Finale

 

Ogni serata sarà proclamata, attraverso la votazione del pubblico e dei vostri amici, una sola band vincitrice (più amici portate, più voti prendete!!), che avrà la possibilità di presentarsi in finale.
La quinta ed ultima serata vedrà esibirsi sul palco le band finaliste e il vincitore uscirà, questa volta, con il giudizio di una giuria di esperti (che inciderà in una percentuale del 40%) e dal vostro pubblico di amici e sostenitori (che influirà al 60%) .

 

Il PREMIO sarà gentilmente concesso da Play Wave Recording Studio (http://www.myspace.com/playwaverecords) e consiste in 2 giorni di session in studio per la registrazione di un brano (tracking, mixaggio e mastering, valore 800 euro)

 

Partecipate al Muziki Festival e sostenete assieme ad AMKA la costruzione di una nuova scuola in Congo.

Costruiamo da un palco una scuola in Congo a suon di musica è possibile!